La filosofia del viaggio “smart”: consapevolezza, essenzialità ed esperienze

I quasi tre anni di pandemia appena trascorsi hanno modificato molte abitudini, tra cui quelle legate al viaggio, spingendo la popolazione mondiale a ripensare nuove modalità di spostamento e di vivere i luoghi scelti come meta turistica. Passare tanto tempo dentro casa o comunque impossibilitati a svolgere anche le più scontate azioni quotidiane ha contribuito, una volta contenuta l’emergenza, ad affrontare il ritorno alla normalità con maggiore consapevolezza e senso di responsabilità, valori che sono stati incanalati e hanno preso piede con concretezza anche nel settore turistico.

Sicuramente durante questi momenti difficili si è imparato a non dare per scontata la possibilità di viaggiare in futuro e ad apprezzare ancora di più gli attimi vissuti, incrementando la voglia di scoprire realtà sconosciute ma anche già note, imparando però a guardarle con occhi diversi.

Scelte più consapevoli e sostenibili

È una certezza che il periodo post-pandemico abbia dato vita a un intenso turismo di prossimità, spingendo i viaggiatori a soggiornare più vicino a casa, all’interno dei confini nazionali o addirittura regionali. Alle mete più conosciute e in voga si prediligono antichi borghi e piccole località, che spesso confinano tra loro e permettono di vivere un’esperienza completa a livello paesaggistico e culturale, attirando i visitatori per un prolungato periodo di tempo, facendoli arrivare a praticare un turismo lontanissimo da quello ‘mordi e fuggi’. Compiere una scelta di questo tipo ha anche un risvolto benefico per l’ecosistema, perché vengono limitati o ridotto in maniera drastica gli spostamenti. Ed è proprio la sostenibilità l’altro punto fermo dei nuovi modi di viaggiare, applicata a 360 gradi scegliendo mezzi di trasporto a basso impatto ambientale, prediligendo i prodotti locali a km zero e rispettando, oltre che sostenendo, le comunità locali. Il turismo di prossimità ha anche risvolti positivi per le tasche di chi lo pratica perché consente un notevole risparmio, che in un periodo di crisi come quello attuale è un aspetto da non sottovalutare.

Esperienza più che luoghi

I lunghi mesi di restrizioni hanno incrementato la voglia di sperimentare quante più attività possibili una volta tornati in libertà, ed è per questo che si è avuto un vero e proprio boom del turismo esperienziale, che consente al viaggiatore di interagire con le persone, la storia e le tradizioni del luogo. Si tratta di situazioni che arrivano a coinvolgere tutti i sensi, creando connessioni a livello fisico, emotivo, intellettuale e sociale. È presente una costante ricerca di autenticità, che non si traduce più come un tempo nella visione dei siti d’interesse simbolo di un luogo, con tanto di foto scattata per immortalare il solo fatto di esserci stati, ma in qualcosa da condividere con le persone del posto e raccontare agli altri una volta tornati a casa. Tra gli esempi di questa tipologia di turismo c’è quello enogastronomico, che si può tradurre in cooking class dove il turista cucina e prepara le pietanze tradizionali del luogo, o nella degustazione di prodotti tipici, che siano vini o altri alimenti. Una crescita esponenziale in tal senso l’hanno avuta le visite a cantine e vigneti, a cui segue solitamente un momento gustativo con degli esperti in materia.

Hanno preso piede con fermezza anche le attività outdoor a base di passeggiate ed escursioni immersi nella natura, tour in bici e in generale di sport, tutte esperienze che consentono di raggiungere un perfetto equilibrio psicofisico.

Come preparare una valigia essenziale

Per valorizzare il tempo trascorso in vacanza è necessario liberarsi del superfluo, anche in valigia, così da riuscire a dedicare più energie alla scoperta della meta scelta. Il dilemma valigia affligge qualunque viaggiatore alla vigilia di una partenza, e il momento di prepararla viene vissuto con insofferenza perché l’unica cosa che si vorrebbe fare è raggiungere la destinazione il prima possibile, saltando questo passaggio mentalmente faticoso. Per fortuna, soprattutto negli ultimi anni, si è sviluppata una corrente di pensiero legata all’allestimento del bagaglio “smart”, che punta a eliminare ciò che non serve e ad alleggerire non solo in termini di peso, ma anche di testa, chi deve partire.

Portare con sé troppi oggetti non aiuta a vivere appieno e con serenità il presente, e spesso la maggior parte delle cose portate in vacanza non vengono nemmeno utilizzate. Inoltre, limitare gli articoli in bagaglio diminuirà anche la preoccupazione di vederseli rubare o di smarrirli. Un bagaglio spesso sfruttato per viaggiare in modo smart è uno zainetto ricco di tasche e scomparti in cui inserire tutto il necessario per il periodo di permanenza, ricordandosi di tenere a portata di mano gli oggetti che dovranno essere tirati fuori più frequentemente come i documenti. Per facilitare le operazioni, sarà sufficiente dotarsi di un pratico portadocumenti. Un altro segreto per viaggiare leggeri è minimizzare il beauty case: molti prodotti possono essere acquistati in loco o sono offerti dalle strutture ricettive in cui si soggiorna. Inoltre questi accessori sono diventati a tutti gli effetti dei gadget per agenzie di viaggio, soprattutto perché si rivelano utili e imprescindibili per il cliente che prenota le vacanze, sposandosi alla perfezione con il concetto di essenzialità. Infine, fare una lista prima di partire sicuramente aiuterà ad avere un quadro completo di cosa è indispensabile e cosa no.

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