Nei luoghi di Astor Piazzolla: a Buenos Aires tra tango e malinconia

Astor Piazzolla è oggi il nome che più fa pensare al tango. Eppure, non è stato sempre così: Piazzolla è stato un rivoluzionario, risultando straniero un po’ ovunque con la sua musica; argentino all’estero, non compreso in patria perché troppo radicale nelle sue innovazioni. Un sentire tipico del resto di molti emigranti – e gli argentini sono un popolo che ha questo elemento nel sangue.

La musica di Piazzolla non ha bisogno di luoghi – è a suo modo universale, la si conosce senza per forza sapere che è stata ideata da lui – ma in occasione di un viaggio a Buenos Aires, nel cuore dell’Argentina, vale la pena addentrarsi nei posti dove si può immaginare e persino sentire dal vivo il suono di un bandoneon, di un violino, di un pianoforte, strumenti cari al compositore figlio di emigranti di origini pugliesi.

Questo a patto di organizzare il viaggio nei dettagli prima della partenza e non solo per quanto riguarda le mete da visitare. È infatti fondamentale sottoscrivere un’assicurazione per un viaggio in Argentina in grado di tutelare da imprevisti che vanno dallo smarrimento del bagaglio all’annullamento del viaggio, fino alle cure mediche, di base a carico del viaggiatore. Essendo i costi alquanto elevati, anche per prestazioni che in Italia sono piuttosto di routine, è meglio farsi trovare preparati.

Fatto questo passo, non resta che partire alla volta di Buenos Aires, che oggi vedremo immergendoci nelle note di Astor Piazzolla.

Teatro Colón

Se c’è un luogo che tanto ha visto passare fisicamente Astor Piazzolla – e i musicisti dei suoi gruppi, tra cui il virtuoso violinista Antonio Agri, che molto ha contribuito al nuovo suono del tango argentino – ebbene sì, questo luogo è il Teatro Colón.

Rinomato per l’acustica superlativa, presenta un’architettura maestosa e raffinata. Fondato alla fine dell’Ottocento, l’11 marzo 2021, in occasione del centenario dalla nascita di Piazzolla, è andato in scena un concerto a omaggio della memoria, con celebrazioni poi proseguite presso il Centro Cultural Kirchner: un altro posto dove si riecheggiano le note piazzolliane.

Palacio Tango – Sala Astor Piazzolla

Horacio Ferrer, poeta e collaboratore storico di Piazzolla ha definito Buenos Aires con l’appellativo di “tangopolis”: il tango, dunque, come colonna sonora dello stato d’animo dei suoi abitanti, tra malinconia, sensualità e persino dolore, pensando alle vicende tristi del periodo della dittatura.

Il Palacio Tango è un edificio situato all’interno della Galleria Cultural Guemes; è in stile art nouveau ed è composto da due sale – due teatri – dedicati uno ad Astor Piazzolla, l’altro a Carlos Gardel. L’anima del tango è qui, in tutta la sua ampiezza sonora ed emozionale.

Porto e Puerto Madero

Il porto di Buenos Aires è visitabile soprattutto attraverso dei tour in barca ed è vicino al più moderno quartiere di Puerto Madero, perfetto per cenare e passeggiare. La visita in questa parte della città è un rimando esplicito a una delle composizioni più amate e celebri di Piazzolla: Las cuatro estaciones – Le quattro stagioni.

Momenti musicali ben diversi da quelli di Vivaldi, con cui il confronto è inevitabile, poiché “porteñas”, ovvero ambientati nel porto di Buenos Aires. Il consiglio, per chi non l’avesse fatto, è quindi di ascoltare prima le stagioni di Piazzolla e soltanto dopo recarsi in visita in questo angolo di Buenos Aires.

Perché Piazzolla non è solo Libertango oppure Adiós Nonino: è stato uno dei compositori più prolifici della sua generazione, un tratto che gli ha permesso di esplorare fino in fondo le sfumature di una città come Buenos Aires.

Escursioni e Tour guidati:

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