Viaggiare in sicurezza per lo Sri Lanka: come fare

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Lo Sri Lanka, dopo la fine della guerra civile, è rinato economicamente soprattutto grazie al turismo, che negli ultimi 10 anni ha fatto registrare una crescita da 500.000 a quasi 2 milioni e mezzo di arrivi. Un flusso che gli attentati di Pasqua di quest’anno hanno messo a dura prova, causando la cancellazione del 70% delle prenotazioni turistiche. Per fortuna ora non c’è più motivo di avere paura, anche se è preferibile adottare una serie di precauzioni: vediamo cosa serve per passare una vacanza al sicuro sull’isola.

I documenti necessari

La prima cosa da curare per stare tranquilli e non avere problemi, sono i documenti di viaggio, come il passaporto e la patente di guida, che devono essere validi e vanno rinnovati se sono scaduti. Ma il documento davvero fondamentale è il visto turistico per lo Sri Lanka, da fare anche online su Srilankavisa.org ad esempio. Questo visto viene rilasciato a chi transita per scopi saltuari, come nel caso di una vacanza. Ma è valido anche per andare a trovare amici o parenti residenti in Sri Lanka o per chi ha necessità di particolari trattamenti terapeutici, compreso lo Yoga e l’Ayurveda. Lo stesso visto può essere utilizzato da chi entra nel paese per partecipare a delle manifestazioni, sia sportive che culturali, ma non per ragioni di lavoro o commerciali. Il permesso può essere utilizzato per trenta giorni ed estendibile al massimo per un periodo di tre mesi.

Le precauzioni da adottare: un vademecum

La prima raccomandazione da attuare quando si arriva nel paese è di tenersi costantemente informati sulla situazione territoriale. Le guide turistiche ad esempio rappresentano una delle fonti più attendibili, ma è sempre utile ascoltare i notiziari o navigare sul web, seguendo gli sviluppi tramite i vari mezzi d’informazione disponibili. Altra precauzione è quella di non lanciarsi in accese discussioni di tipo politico o religioso, che spesso possono degenerare in risse anche violente. Poi è sempre bene non farsi trovare nelle vicinanze di manifestazioni di piazza a tema politico ed evitare i luoghi particolarmente affollati nelle ore di punta. In generale, poi, è buona norma adeguarsi alle istruzioni delle autorità locali, tenendosi sempre informati sulla situazione contingente. D’altronde anche la Farnesina ha pubblicato sul sito ufficiale una serie di avvertenze, che è bene leggere con attenzione. Tra le altre cose, sono state delimitate delle zone off limits che è assolutamente sconsigliato frequentare, situate perlopiù nel nord dell’isola e in particolare nei distretti di Vavuniya, Kilinochchi, Mullaitivu e Jaffna.

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Il punto sul terrorismo in Sri Lanka

Il lungo periodo di pace e di ripresa economica è stato bruscamente interrotto dagli eventi di Pasqua di quest’anno che, secondo le fonti ufficiali, non sono legati ai gruppi rivoluzionari. Ciò non toglie che la tensione si sia alzata improvvisamente, facendo crollare la richiesta turistica, anche se la pronta reazione delle forze governative ha già arginato la rivolta e messo in carcere i responsabili. Infatti, secondo Ruwan Wijewardene, il Ministro della Difesa, non dovrebbero esserci ulteriori pericoli perché sembra che l’attentato sia stato fatto solo per rispondere all’attacco alle Moschee avvenuto in Nuova Zelanda. Una motivazione quindi perlopiù religiosa, almeno secondo le indagini che hanno portato all’arresto di 40 militanti estremisti islamici. Ovviamente da parte del Governo dello Sri Lanka è stato attivato lo stato di allerta, in collaborazione con i Dipartimenti della Difesa e della Sicurezza interna degli Stati Uniti, per garantire la massima sicurezza ai cittadini e ai turisti.