Australia: la miracolosa invasione dei granchi rossi sull’Isola di Natale è vissuta in modo incredibile dagli abitanti del posto

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Igranchil suo nome è Christmas Island, ed è una piccola isola australiana situata nell’oceano Indiano. Per la maggior parte dell’anno è un meraviglioso paradiso tropicale, con fitte foreste e spiagge dall’acqua cristallina e incontaminata. Ma con l’arrivo della stagione delle piogge, tra ottobre e dicembre, accade qualcosa di sbalorditivo: milioni di granchi rossi adulti iniziano una migrazione a dir poco spettacolare e attraversano l’isola per arrivare dalla foresta alla costa, riprodursi e deporre le uova.

Questo evento, che sicuramente farebbe impressione agli occhi di qualsiasi persona, è vissuto in modo straordinariamente unico dagli abitanti del posto, che ogni anno si impegnano per garantire ai granchi la sopravvivenza e preservarli da incidenti o morti accidentali. In che modo? Vengono costruiti ponti e sottopassaggi, chiuse intere strade al traffico e sembra che questo non infastidisca per nulla gli isolani, che partecipano con entusiasmo ed amore affinchè questi crostacei, ormai parte integrante del posto, possano raggiungere la costa in tutta tranquillità, senza rischiare la vita.

E’ un evento a dir poco straordinario, in cui la coesistenza in uno stesso luogo di civiltà e natura sembra aver raggiunto un livello davvero unico: l’invasione dei granchi rossi sull’Isola di Natale non è solo uno spettacolare evento naturale, ma anche e soprattutto l’indice di una convivenza ancora pacifica e rispettosa di esseri umani e animali. Così, anche in un contesto globale fondato su sviluppo e progresso continuano ad esistere realtà che sembrano essere rimaste ad uno stato ancestrale.

L’Isola di Natale, quando si tinge di rosso, merita senza dubbio di essere visitata, se non altro per comprendere come sia ancora effettivamente possibile rispettare la natura anzichè cercare sempre di combatterla. Gli abitanti del posto sono un grande esempio da imitare e rispettare, soprattutto per tutti noi che, vivendo nel mondo occidentale, siamo convinti che l’unico modo per sopravvivere sia contrastare una natura che in realtà non ci è ostile ma chiede solo di poter coesistere con la civiltà.

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